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Podologia sportiva

Lo sport ed il piede

La clinica sportiva PODOMEDICA Foot Clinic (Avagnina Luca Innovation PODiatric) è da numerosi anni sede di fiducia per atleti di alto livello e non solo. Il nostro principale obbiettivo è il benessere dello sportivo procurando di ridurre le sue lesioni ed aumentare le performance.

Il piede, spesso sottovalutato, è il punto di partenza della maggioranza dei gesti sportivi, un mal funzionamento dello stesso provoca traumi e lesioni ad altri parti del corpo oltre che la perdita di quei millesimi di secondo che fanno la differenza tra il gradino più alto del podio e quello immediatamente sotto.

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Chi è il podologo?

Il Podologo è un professionista sanitario in possesso di Laurea Universitaria in Podologia, specializzato nell’esame, nella diagnosi, nel trattamento e nella prevenzione dei disturbi del piede, che tratta direttamente attraverso una pletora di terapie farmacologiche, ortesiche, riabilitative, e chirurgiche, ad indirizzo funzionale, biomeccanico e posturale.

Il podologo nello sport

La pratica dello sport quale che sia il suo livello di allenamento provoca una iperutilizzazione dei sistemi osteo-articolare, muscolare e cutaneo. È dunque importante studiare la gestualità di ogni sport al fine di migliorare i naturali movimenti personali nell’esecuzione, e anche prevenire i rischi di traumi legati al gesto sportivo.

I principali obiettivi terapeutici del Podologo dello Sport sono:
  • Individuare e Trattare le numerose patologie biomeccaniche e posturali dello sportivo.
  • Studiare la funzionalità del piede in ogni specifico gesto sportivo avvalendosi di esami specialistici per lo studio dei timing e delle pressioni dinamiche dei piedi e la loro correlazione con le patologie anche sovra segmentarie manifeste associate.
  • Curare le patologie ungueali e dermatologiche, (ipercheratosi, unghie incarnite, verruche plantari, problemi sudorali, flittene, vesciche), dello sportivo, prima durante e dopo le competizioni.
  • Intervenire allo scopo di migliorare, ottimizzare e valorizzare il gesto sportivo.
Quando interviene il podologo nello sport?

Il ruolo del podologo è continuo, in quanto interviene sullo sportivo durante tutta la sua attività:

  • prima della competizione interviene prevenendo problemi statici e dinamici apportando delle correzioni sulle patologie che sono state riscontrate nell’allenamento.
  • durante la competizione interviene sulle patologie che possono emergere rapidamente, applicando anche delle ortesi mobili temporanee per trattare patologie acute come le tendiniti.
  • dopo la competizione, invece, il podologo risolve le patologie sopraggiunte durante la competizione.
La presenza all’interno di un team medico-sportivo del podologo dello sport è molto importante in quanto il piede soprattutto nella pratica sportiva è soggetto a continui conflitti e ipersollecitazioni che possono provocare vesciche cutanee, distorsioni alla caviglia, tendiniti, fasciti plantari, fratture da stress etc. Studiando accuratamente ogni movimento che fa parte del gesto sportivo di ogni singolo sport si possono realizzare delle ortesi plantari preventive di riequilibrio e stabilizzazione su misura che si possono anche adattare sia alla scarpa di allenamento sia alla scarpa da competizione.

Applicazioni della Podologia sportiva

Scopri quali sono i principali ambiti in cui interviene la podologia sportiva.

Calcio

Podomedica è specializzata nel trattamento di tutte le patologie legate alla struttura ed alla conformazione del piede, oltre alle patologie alle zone limitrofe. Scopri di più sulla podologia.

Tennis

I piedi sono alla base delle prestazioni sportive di un atleta di alto livello e non solo. Un piede trascurato può innescare traumi e lesioni ad altre parti del corpo, compromettendo le performace.

Ciclismo

La podoiatria è una branca della medicina e della chirurgia dei piedi e della caviglia che utilizza sia un approccio conservativo che uno medico chirurgico per la cura delle patologie legate al piede.

Approfondimenti

Posturologia sportiva

Il termine Posturologia molto usato in Francia sta ad indicare solo lo studio dei meccanismi che regolano le nostre posture, ma tale definizione, a parere del Prof.Avagnina, non è esaustiva in quanto basata solo su presupposti di tipo meramente statico e dello studio del solo sistema posturale fine (SPF).

Podolistica e Propriocezione

I termini “podolistica e propriocezione” che il Prof.Avagnina adotta (in sintonia con le teorie del Prof.Riva) sono invece concetti biodinamici che hanno a che fare molto con l’equilibrio e con il movimento. Tutte le teorie podologiche sia di scuola biomeccanica come quelle di Lelievee, di Lavigne, di Root, sia  quelle di scuola posturale come quelle di Bourdiol, di Villeneuve, di Bricot ecc… sono in realtà tutte buone e dotate ognuna di un buon senso, ma tutte sempre teorie soggettive.

Purtroppo nella realtà clinica, tutte queste belle teorie si scontrano spesso con le molteplici realtà rappresentate dai pazienti e dalle loro peculiari patologie, ognuna diversa dall’altra!

Il problema di voler tutto sintetizzare in “ricette” “pret à porter” è che: la nostra mente ha bisogno di semplificare le cose per catalogarle e questo va bene in un quadro di formazione scolastica, ma quando passiamo dalla teoria alla pratica abbiamo visto classificare piedi come patologici, piatti ecc… e persone con tali tipi di piedi vincere delle medaglie d’oro alle olimpiadi! O viceversa abbiamo trovato altri con piedi assolutamente normali dal punto di vista morfologico e con dati parametrizzati nella norma, presentare delle patologie complesse e difficili da risolvere.

La mia idea è che la “la nuova chiave di lettura” sta nella relazione tra uomo e piede e nel concetto di equilibrio. Per questo dobbiamo comprendere bene la differenza tra postura ed equilibrio.

Differenza tra postura ed equilibrio?

La postura ha a che fare con la posizione, è lo stato nel quale si trova un corpo in relazione ad un altro punto di riferimento. In presenza di gravità è un concetto fondamentalmente statico che tra l’altro viene studiato in condizioni non naturali bensì in condizioni cosiddette di referenza per capire come funziona questo sistema posturale.

Il concetto di equilibrio invece è dinamico visto che rappresenta istante per istante lo stato di riposo di un corpo stimolato da molteplici forze diverse che si annullano. Quindi considerato che queste forze si muovono in continuazione vi è la ricerca costante di un nuovo equilibrio.

Equilibrio è dunque un concetto più dinamico, più moderno, che tiene conto dei vari fattori in gioco: “Schema corporale, recettori labirintici, informazioni visuali, sistemi propriocettivi, captoriesterocettivi, psichismo personale, morfologia osteo – articolare, respirazione, gesti ripetitivi nel lavoro, e antecedenti dolorosi”.

Perché allora Podolistica?

Il termine olistica deriva dal greco Holos che ha significato di globalità, di completezza.

Quando applichiamo questo termine all’essere umano ci rendiamo conto che l’essere umano non è fatto solo di ossa, articolazioni, e muscoli assemblati in una maniera estremamente geometrica. Il modo in cui una persona si muove, il modo in cui reagisce agli ambienti, ai gesti e agli stimoli, ha a che fare con ciò che ha nella testa, con l’educazione che ha ricevuto, con i traumi, con la sua psicologia di vita nonché alla somatizzazione di alcuni conflitti interiori.

Lo studio della Biomeccanica

Ecco perché in una visione globale olistica nel nostro paziente, da cui il termine Podolistica, dobbiamo certamente tenere conto di uno studio della biomeccanica, della postura, e del movimento, ma il tutto integrato in un essere umano che è unico che è irriproducibile e indivisibile, e che va quindi analizzato sempre nel suo insieme.

La podolistica non è dunque altro che l’integrazione di tutto ciò che di valido ed interessante in qualunque dominio nel campo della podologia, posturologia o podoiatria si possa trovare, per poterlo infine applicare con risultati terapeutici positivi e concreti, con intelligenza e buon senso… a ogni singolo paziente.

La podolistica dunque si propone di:

  • introdurre anno dopo anno tutto ciò che nasce dalla ricerca tecnologica o dell’esperienza clinica per mutare schemi superati e proporre tracciati originali che esaltino la professione di podologo attingendo dalle ricerche e dalle esperienze più moderne.

Per arrivare ad una qualsiasi concezione terapeutica abbiamo dunque la necessità di:

1) vedere le cose da un punto di vista triplanare, prima globale corporeo, e poi locale del piede,

2) esaminare le cose da un punto di vista biomeccanico, per conoscere come è fatta la persona da un punto di vista osteo – articolare e muscolare,

3) studiare e comprendere il movimento personale di ciascuno.

Esame posturale globale

Per arrivare a tali elaborazioni è fondamentale dunque prima un esame posturale globale:

  • Aspetto Posturale Globale: normale – antepulso – retropulso – lateralizzato.
  • Posizione del Tronco:flessioni laterali – giramenti
  • Posizione del Bacino: normale – antepulso – retropulso – in girazione – in basculamento.
  • Posizione del Ginocchio: normale – varo – valgo – flesso – recurvato.
  • Posizione della Rotula: normale – convergente – divergente.
  • Posizione della Tibia: normale – vara – torsione esterna
  • Posizione del Piede: normale – everso – inverso.

Secondariamente un esame biomeccanico podalico: Tibio tarsica

  • Sottoastragalica
  • Mediotarsica
  • 1° Metatarso falangea

Infine l’analisi informatizzata e videodigitalizzata integrate dell’insieme del movimento:

  • FAS» piattaforma per studio pressioni e tempi
  • B: ORTOWIEW » videocamera per studio cinematica
  • C: DINATTO » solette a sensori per studio doppio appoggio

Concludendo:
1) per il podolista tutto quello che è in basso si rispecchia in quello che è in alto, e la salute di ciò che sta sopra dipende da come funzioniamo sotto.

2) la risposta podolistica consiste nel ridare all’organismo i mezzi per ritrovare l’equilibrio temporaneamente perduto o rotto attraverso la podologia globale integrata.

Biomeccanica sportiva e baropodometria

Nel linguaggio automobilistico sportivo in special modo “Formula 1” ci siamo abituati a sentire parlare di potenza e assetto,due ingredienti fondamentali nella ricerca della prestazione.
Gli addetti al lavoro in tale campo hanno compreso che non è sufficiente possedere un buon motore se poi la vettura non ha la capacità di scaricare perfettamente tale forza al suolo. Ne consegue che:

Motore potente ma Assetto scadente = Perdita di Prestazione ↓
Motore potente con Assetto efficiente = Aumento della Prestazione ↑

L'Atleta e la Macchina da Corsa

Si può paragonare l’atleta ad una macchina da corsa, la quale possiede caratteristiche e capacità psicofisiche eccellenti ma ha difficoltà a raggiungere il massimo della prestazione o ha una mancanza di continuità legata a fattori di rottura.

Da tali postulati si evince sempre più l’importanza dei piccoli particolari legati all’assetto e all’equilibrio tra gli organi di movimento e quelli di distribuzione.

Paragono dunque l’atleta ad una macchina da corsa, anch’esso pur possedendo caratteristiche e capacità psicofisiche eccellenti può avere o difficoltà a raggiungere il massimo della prestazione o avere mancanza di continuità legata a continui fattori di “rottura”.

Questi fattori negativi possono essere legati a condizionamenti esterni relativi alla specialità sportiva ma il più delle volte sono dovuti a specifiche predisposizioni strutturali e/o funzionali dell’atleta.

Quindi, oltre a tutto, la preparazione fisica, atletica e tecnica che si fa per rendere competitiva la nostra “macchina” diventa indispensabile, valutarla biomeccanicamente e posturologicamente sia in situazione statica sia soprattutto nella condizione, dinamica.

Il mantenimento del sistema

Da anni si è compreso che il nemico più grande del mantenimento del “sistema” è dato dall’onda di shock originata dalla massa corporea che si viene a schiantare attraverso i piedi, su superfici artificiali estremamente rigide, e quindi in habitat innaturali. L’onda di shock equivale al 4° grado della scala Richter e la sua velocità è di 200 Km/h. Questa caratteristica vibratoria propagatoria è funzione di – velocità – massa – suolo.

Questi fattori generano compensazioni meccaniche muscolo – articolari assai dannose se valutate in rapporto al fattore tempo, tanto che si può quindi sostenere che: sollecitazione x tempo = trauma e/o riduzione della prestazione atletica

– L’ingegneria fisica ci ha infatti insegnato che ogni materia sulla terra possiede un punto e un tempo di rottura: a sollecitazione pari e costante il fattore che muta è il tempo, la cui durata è funzione delle capacità di assorbimento dello shock.

Oggi con valutazioni funzionali statiche e dinamiche della meccanica corporea si può scoprire se vi sono alterazioni biostrutturali, e di conseguenza valutarne biomeccanicamente il comportamento durante il gesto dinamico.

La meccanica "Macchina - Uomo"

Oltre alla valutazione posturale di base, oggi è possibile valutare e comprendere meglio la meccanica corporea eretta, studiando il piede quale organo di locomozione con metodologie che permettono la valutazione della deambulazione in tempo reale.

Grazie ad apparecchiature computerizzate baropodometriche – cinematiche – elettromiografiche che registrano il funzionamento del complesso meccanismo della marcia misurando le pressioni esercitate al suolo e le modificazioni muscolo-articolari in relazione ad esse.

Siamo riusciti, intervenendo su questi concetti, a migliorare la meccanica della “macchina uomo” stoppando le sollecitazioni che il piede assorbe dal terreno ed eliminando le instabilità create da essa a carico della parte articolare sovrasegmentaria e le relative compensazioni muscolari date dalla risultante di eccessi di contrattura o lassità tra agonisti ed antagonisti.

Innovativa Interfaccia plantare

Ciò, attraverso l’applicazione sotto il piede di una innovativa ed esclusiva interfaccia plantare dinamica (ortesi podolistica, chiamata dal Prof. Avagnina T.O.R – timing orthotic rebalance) capace di ottimizzare la comunicazione tra struttura corporea e terreno, creando una situazione ideale di assetto neutro capace sia di esaltare le prestazioni dell’atleta ma soprattutto di prevenire le rotture e ottenere la buona conservazione della “Macchina Atleta”. Ma anche dopo l’impiego agonistico dobbiamo garantire all’ “Atleta Persona” un’eccellente funzionabilità per quelle che sono le normali funzioni fisiologico-motorie dell’intera vita quotidiana.

Esami computerizzati: analisi informatica e videodigitale integrata


EPS » piattaforma per studio pressioni e tempi

La piattaforma di forza è un “tappeto” costituito da una moltitudine di sensori che registrano, al momento del passaggio del piede, una forza, una superficie ed un tempo di appoggio. Questi tre fattori permettono di analizzare l’insieme dei movimenti dell’arto inferiore e di capire l’eventuale origine meccanica dei sintomi descritti dal paziente.

a) EPS ANALISI IN CONDIZIONE STATICA
b) EPS ANALISI IN CONDIZIONE DINAMICA

DELOS » stabilometria per studio postura

Il sistema Delos si basa su uno o più lettori posturali [DVC] di cui è possibile la visualizzazione del feedback [posturogramma] e sulla tavola basculante elettronica [DEB] che consente di agganciare i centri sottocorticali del soggetto al tracking visivo visualizzato sul monitor in tempo reale. Tale aggancio induce flussi propriocettivi ad alta frequenza in grado di riprogrammare il sistema di controllo posturale e del movimento.

Spinal Mouse

È uno strumento innovativo che grazie ad un PC a cui è connesso via bluetooth consente la misurazione di postura e mobilita della colonna vertebrale, (evitando emissioni RX) in pochi secondi.

Valutazione Funzionale della Colonna Vertebrale

  • Misurazione sul piano Sagittale e Frontale
  • Ipo e Iper Mobilità di ogni segmento vertebrale
  • Check-Up prima e dopo trattamento
  • Facile interpretazione computerizzata dei risultati
  • Connessione Bluetooth in tempo reale
Ortoview » videocamera per studio cinematica

Sistema per l’analisi e lo studio del movimento.

Permette l’acquisizione e la memorizzazione in tempo reale di filmati. Usando una comune video camera i pazienti vengono ripresi nello svolgimento delle loro attività Il software consente di analizzare il filmato e consente di selezionare anche le immagini più interessanti per uno studio più approfondito.

Vengono calcolate lunghezze ed angoli corporei direttamente sullo schermo elaborando le immagini selezionate dal filmato. Tutti i dati (filmati, immagini e calcoli) possono essere esportati ed importati per essere utilizzati su altri PC o per creare copie di sicurezza. Il sistema Orthoview è abbinabile al sistema FAS-ACP e FAS-Dinatto.

Fps » solette a sensori per studio doppio appoggio

Consente di analizzare le pressioni che si esercitano all’interno della calzatura, registrando da pochi passi fino ad alcune ore di deambulazione. Il paziente è libero di muoversi secondo le proprie abitudini. Vengono utilizzate solette sensorizzate.

È composto da una “soletta a sensori” per ciascun piede, che viene inserita all’interno della calzatura.

Le solette sono collegate ad una unità elaborativa di raccolta dati allacciata ai fianchi del paziente.

I dati possono essere relativi a pochi passi così come alla registrazione di alcune ore di camminata ed il trasferimento può avvenire tramite Memory Card oppure via cavo o telemetricamente.

Podoscanner » digitalizzazione 2D pianta del piede

Si tratta di un digitalizzatore 2D per la pianta del piede. La pianta del piede viene digitalizzata e trasferita via USB al Personal Computer. Il vetro del digitalizzatore è certificato per sostenere un peso di oltre 200Kg.

Il sistema riconosce automaticamente il piede destro dal sinistro.

Tramite il relativo modulo software si possono riconoscere sia il contorno, sia modificare la scala colori in scale di grigio, si possono eseguire misure reali.

Il programma può calcolare automaticamente la lunghezza del piede e le larghezze di avampiede e retropiede.

Consigli pratici

Preparazione della pelle

No ai pediluvi prolungati e caldi prima dell’attività sportiva
Applicare delle protezioni per prevenire vesciche nelle zone di iperfrizione del piede.

Applicare una crema idratante e anti – riscaldante sul piede soprattutto nelle zone di sfregamento (talloni, avampiede e polpastrelli) in modo da evitare la formazione di vesciche e di ipercheratosi localizzate.

Preparazione delle unghie

I microtraumi ripetuti e/o un errato taglio dell’ unghia possono provocare ematomi sub ungueali; le unghia quindi vanno tagliate corte e dritte e non vi devono essere angoli sporgenti.

Consigli su calzature e scarpe

Non usare scarpe nuove in giorno della competizione sportiva e non usare una misura in più per essere più comodi perché c’è il rischio di vesciche;

Non usare calze in fibre sintetiche ma solo in fibre naturali in particolare in cotone bianco;

Prima dell’attività sportiva vaporizzare una polvere antitraspirante all’interno delle scarpe per evitare la macerazione e lo sviluppo di funghi;

Una buona scarpa, così come un buon plantare personalizzato, può fare la differenza: frazioni di secondo guadagnate nei movimenti vogliono dire miglior piazzamento, timing giusto e quindi colpi vincenti; per non parlare del considerevole risparmio energetico se l’assetto biomeccanico podalico e quello posturale globale sono ottimizzati.

Consigli e suggerimenti sull'utilizzo del plantare

Utilizzare il plantare gradualmente (da poche ore o l’uso permanente) in modo da permettere un adattamento del corpo al nuovo assetto podalico;

È possibile che durante i primi giorni l’uso del plantare porti dolori articolari e/o muscolari che scompariranno dopo circa 2 settimane, altrimenti è bene contattare subito il podologo.

Utilizzare il plantare con calzature adeguate che non siano deformate, con calzata ampia, contrafforti posteriori e con una suola non consumata dall’uso.

Indicazioni dalle Società Scientifiche in Podologia dello Sport

Le indicazioni suggerite dalle Società Scientifiche in Podologia dello Sport, la SIPS Italiana (www.sipsonline.it) & la AAPMS americana, che recitano i 3 test per determinare il corretto controllo del movimento del piede nello sport sono:

3 test per determinare il corretto controllo del movimento del piede nello sport

1) buona rigidità della parte posteriore della scarpa denominata “contrafforti”, specie la mediale per i piedi con tendenza alla iperpronazione, testata come si vede nella figura. Scarpe con contrafforti “molli” sono state segnate con 1, contrafforti resistenti con 5.

2) giusto grado di torsione della parte mediale che non deve risultare né troppo rigida né troppo morbida testata come si vede in figura. Scarpe con troppa torsionabilità (troppo molle) o troppo poca (troppo rigide) sono state segnate con 1, con giusto grado di torsione con 5.

3) esatta posizione della linea di flessione anteriore che deve corrispondere alla naturale linea podalica a livello metatarsale testata come si vede in figura. Scarpe flessibili in altre zone troppo posteriori o troppo anteriori, o scarpe troppo rigide o che si piegano in centro piede sono state segnate con 1.