Achille pie’ veloce ?

Achille pie’ veloce ?

Achille pie’ veloce?….

A cura del Podomedica Alipod Clinic Team

… purtroppo non sempre. Imprigionati in scarpe strette e a punta, con tacchi vertiginosi, trascurati ed ignorati, considerati una cosa di cui vergognarsi, i piedi sono nello stile di vita moderno e nella cultura occidentale la “cenerentola” del corpo.

Ma averne cura è un segreto per conseguire lo “star bene” dell’intero organismo. Importantissimi per il benessere di tutto l’organismo, per la bellezza del corpo, per l’armonia dell’andatura, i piedi sono spesso trascurati e per molto tempo la stessa medicina li ha trattati come una parte del corpo di secondaria importanza.Non era così nell’antichità classica, quando il lavacro dei piedi era ritenuto un significativo atto di rispetto verso gli ospiti e per molti popoli un vero, sacro rito religioso.

Focus – La protesi piu’ antica della storia

Nell’Antico Egitto, come testimoniano papiri rinvenuti nelle tombe di oltre quattromila anni fa, si conoscevano e si curavano le più diffuse malattie dei piedi. Nel Medioevo i “mediconi” di piazza curavano calli, occhi di pernice, unghie incarnite e si specializzavano fino a diventare professionisti altamente considerati. Nel Settecento erano i medici di corte ad avere cura delle estremità delle loro Maestà.

Ma com’è fatto il piede? Conoscerlo bene è importante per imparare a salvaguardarne la salute e l’estetica. Il suo scheletro è composto da ventisei ossa disposte in tre parti che, a partire dalla gamba, contengono il tarso, il metatarso e le dita, mentre il calcagno e l’astragalo congiungono il piede alle ossa della gamba. Questa mirabile architettura, si muove su trentatre articolazioni che ne fanno una sublime macchina di locomozione ed equilibrio.

La parte ossea, che interessa l’ortopedia, è solo uno dei tre aspetti della struttura dei piedi. Sono altrettanto importanti quello nervoso e quello circolatorio.Dal punto di vista del sistema nervoso, è importante sapere che c’è una zona del piede detta “seno del tarso” ricchissima di terminazioni nervose, capaci di rilevare costantemente la posizione del corpo, e come un radar, di fornire al cervello tutte le informazioni per adattare il movimento al terreno, alla luce, al buio, agli ostacoli, senza cadere e regolando istante per istante la deambulazione.

Per quanto riguarda la componente circolatoria, il piede viene considerato una specie di “secondo cuore”, o “cuore plantare”. Infatti come dal cuore parte la circolazione arteriosa, dai piedi parte quella venosa, che riporta il sangue al cuore. Se questo meccanismo di “cuore periferico” diventa difettoso, sopraggiungono disturbi di circolazione la cui prima spia è il gonfiore ai piedi.

Ma come può presentarsi un piede? Dal punto di vista della forma, il piede può variare e possono essere distinte alcune classi morfologiche dove la differenza la fanno le dita, tanto che le proporzioni che intercorrono tra di esse sono state codificate dall’antropologia in quella che viene detta “formula digitale”. Si parla di “piede egizio”, quando l’alluce è più  lungo degli altri, in particolare del secondo dito. Di “piede greco” quando il secondo dito è più lungo dell’alluce (ed è il caso più comune), oppure di “piede quadrato”, detto anche “ piede romano “quando le prime due dita sono uguali. Ma aldilà di queste curiosità, l’aspetto delle estremità può rivelare molte cose sul loro stato di salute e funzionalità e sull’esistenza di disfunzioni e malattie dell’intero organismo. Quando i piedi soffrono, sia in modo continuo ed assillante, sia saltuario e meno manifesto, è importante ricorrere subito al parere di un esperto.

piedi

Uno stato di gonfiore, per esempio, può essere il sintomo di disturbi del circolo che investono non solo il piede ma anche le gambe, come le varici, l’estensione del gonfiore e la cellulite.Anche il colore della pelle dei piedi può suggerire qualcosa sulla loro salute: se è troppo pallido il sangue probabilmente non circola bene, se tende al violaceo, può esserci un difetto di ossigenazione del sangue.

 

I piedi, in definitiva, possono accusare disturbi propri ma possono anche essere la spia di malattie che riguardano altre parti del corpo, così come ci sono difetti e disfunzioni che possono essere causa di scompensi e malattie dell’organismo.

 

Il ruolo del podologo nel piede diabetico

Il ruolo del podologo nel piede diabetico

IL RUOLO DEL PODOLOGO NEL PIEDE  DIABETICO E I PRATICI CONSIGLI DEL NOSTRO ALIPOD FOOT TEAM

Nel diabete le complicanze neurologiche e vascolari che spesso si presentano, coinvolgono in modo particolare il piede. Pertanto la cura professionale del piede è molto importante per prevenire le complicanze del piede diabetico. Da qui l’importanza centrale del ruolo del podologo sia nella prevenzione ma anche nella cura del piede.

Molti studi epidemiologici dimostrano come una cura periodica del piede e l’educazione del paziente riducano le complicanze che riguardano i piede diabetico.

Il podologo è spesso anche il primo specialista che un paziente possa essere affetto da un diabete non diagnosticato. Perciò un accurata anamnesi iniziale è molto importante per la valutazione del paziente diabetico ed è anche fondamentale l’educazione del paziente sul diabete e le sue complicanze. Successivamente si passa all’Esame obiettivo del piede e della gamba che dovrebbe includere un controllo accurato del sistema vascolare, neurologico, dermatologico e muscolo-scheletrico. Bisogna valutare qualsiasi anomalia dei tegumenti ma anche degli annessi cutanei, come peli colore ecc..

L’esame vascolare si basa sulla palpazione dei polsi arteriosi e il tempo di riempimento capillare.

La visita neurologica deve valutare i riflessi tendinei profondi, sia del tendine d’Achille sia di quello rotuleo, ma anche la sensibilità tattile, termica, vibratoria e propriocettiva.

In quanto nelle neuropatia, la sensibilità vibratoria è una delle prime sensibilità a essere colpite.

Le lesioni più comuni che colpiscono il piede diabetico sono le  lesioni ulcerative causate spesso da un iperpressione in sede metatarsale e calcaneare da deformità del piede a causa della neuropatia motoria , da trauma per l’insorgere di una neuropatia sensitiva che limità la sensibilità dolorifica e tattile del piede diabetico.

In caso di lesione ulcerativa è molto importante un accurato “debridement” della lesione, cioè una accurata pulizia del tessuto cheratolitico e non vitale che soffoca e limita un normale rigenerazione tissutale e rallenta la guarigione. Tutto ciò deve essere accompagnato anche dall’utilizzo di una calzatura adeguata  con adeguati spazi per evitare conflitti  e l’utilizzo di ortesi plantari di scarico per diminuire la pressione sulla lesione ulcerativa.

La miglior difesa contro le complicanze nel piede diabetico è la prevenzione e la cura del piede da parte del paziente, istruito dal podologo a:

  • Ispezionare, pulire e asciugare i piedi ogni giorno
  • Lavare i piedi con acqua tiepida e controllare sempre la temperatura dell’acqua
  • Usare calze di cotone non troppo strette e cambiarle giornalmente
  • Idratare la pelle secca con creme specifiche per evitare fissurazioni  e ferite
  • Non usare callifughi e strumenti taglienti per le callosità
  • Tagliare le unghia con forbici a punte smusse o lime di cartone
  • Non camminare a piedi scalzi
  • Non utilizzare fonti di calore dirette (borse d’acqua calda, camino ecc.)
  • Usare scarpe comode a pianta larga, chiuse, e con tomaia in pelle morbida e tacco non superiore a 4 cm

 

Il nostro Centro Alipod Foot Clinic sostiene Mammadu’ Onlus

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Mammadù Italia Onlus è un’Associazione senza scopo di lucro fondata a dicembre 2010.

Mammadù Italia Onlus nasce dall’ esperienza di volontariato di due amici che, nell’agosto del 2010, decisero di trascorrere le loro vacanze estive in Namibia presso l’orfanotrofio di Orlindi (Orlindi Place of Safety), supportando i bambini nello studio, in attività educative e ludiche. L’incontro con tale realtà permise ai due amici di leggere la vita che avevano sempre vissuto da un differente punto di vista. Dal nuovo significato che i due amici decisero di dare alla loro vita, ma soprattutto dalla promessa fatta ai bambini di “non dimenticarli”, venne costituita Mammadù Italia Onlus.

 

OBIETTIVI
L’obiettivo di Mammadù Italia Onlus è migliorare la qualità di vita di bambini e ragazzi per lo più orfani che vivono in condizioni di estrema precarietà, garantendo loro beni di prima necessità, supporto sanitario ed un buon livello di istruzione, quale unico mezzo di riscatto sociale. Mammadù Italia Onlus oltre a fornire il proprio sostegno a favore di Orlindi Place of Safety, supporta anche altri orfanotrofi situati nei quartieri più poveri della città o in altre aree “difficili” della Namibia al fine di alleviare le sofferenze dei più deboli e tutelare i diritti dei bambini. Tra gli altri progetti sostenuti da Mammadù Italia Onlus si segnala la casa famiglia di Clara in Groot Aub, la casa famiglia Life Change Centre e tre asili: Little Viking’s Pre-School in Katutura (Windhoek), Clever Kids Day Care Centre in Otjomuise (Windhoek), Celly Day Care Center in Mondesa (Swakopmund). Mammadù Italia Onlus dal 2013 ad oggi ha inoltre finanziato interamente delicati interventi chirurgici per due bambini (Gerome e Maricle). Riteniamo che dallo scambio tra diverse culture possano nascere nuove idee. Per questo non proponiamo soluzioni, ma le costruiamo con le persone che vivendo in Namibia o in altri paesi in via di sviluppo possono aiutarci a comprendere quali siano le più efficaci in quella specifica realtà. Mammadù Italia Onlus offre la possibilità di svolgere attività di volontariato in loco.

Chi fosse interessato può contattare Andrea ( andrea@mammaduitalia.it ).

Per sostenere i progetti a favore dell’infanzia di Mammadù Italia Onlus:

  • Partecipa ai nostri eventi: gli aggiornamenti sono pubblicati su www.facebook.com/mammadu.italia e su www.mammaduitalia.it ;
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