Ipercheratosi, Verruche, Unghie incarnite

Il trattamento non chirurgico dell’Ipercheratosi, delle Verruche e delle Patologie Ungueali è ciò che da sempre caratterizza il lavoro del podologo.

Ipercheratosi

Il termine di Ipercheratosi indica, genericamente, un ispessimento dello strato corneo dell’epidermide; può riconoscere diverse tipologie e sedi di insorgenza in base alle quali possiamo distinguere:

  • l’Heloma, nelle varietà duro o molle, caratterizzato da un’area circoscritta di I. con nucleo centrale traslucido (corno) a sede variabile,
  • ilTiloma, nelle varietà localizzato o diffuso, che non presenta nucleo centrale a localizzazione sempre plantare,
  • l’Ipercheratosineurovascolare o vascolare che si manifesta con la protrusione dal derma di terminazioni nervose e/o capillari, nell’Ipercheratosi stessa.

Eziopatogenesi

La genesi dell’Ipercheratosi riconosce diverse cause:

  • Stress meccanico
  • Alterazione dell’omeostasi cutanea locale e/o dismetabolica (alterazione della triade immuno-neuro-vascolare locale)
  • Infettiva (agenti virali, batterici, micotici)

Trattamento

Prevede sempre un inquadramento generale della patologia del piede di cui l’Ipercheratosi è espressione, non basta togliere il callo…

L’Ipercheratosi va trattata quando diviene sintomatica o, a scopo preventivo, nel caso contribuisca all’aumento della pressione sulle strutture sottostanti specie in malattie a rischio (diabete).
Il moderno trattamento podologico prevede, previo attento esame anamnestico e obiettivo, la rimozione dell’Ipercheratosi, la medicazione, il trattamento ortesico ed, infine il follow-up.
Nell’ Esame amnestico si fa particolare riferimento alle patologie sistemiche di rilevanza podologica (diabete, insufficienza vascolare periferica, neuropatia) oppure ad episodi traumatici a carico dell’arto inferiore e del piede.
L’Esame obiettivo si costituisce di due fasi distinte: una generale morfo funzionale in cui il piede viene valutato sia in scarico (catena cinetica aperta), sia in ortostasi e nella marcia (catena cinetica chiusa), ed una locale volta a valutare dimensione, morfologia, spessore e densità della lesione quali indicatori del tipo di sollecitazione responsabile (compressione, tensione, taglio o torsione).

La rimozione dell’Ipercheratosi consiste nell’exeresi dello strato corneo superficiale ed nell’enucleazione del corno, se presente. Dopo l’intervento podologico la medicazione fornisce alleviamento della sintomatologia e protezione durante la fase di guarigione cutanea. La scelta del medicamento dipende dalle condizioni della cute in particolare dal fatto che questa si presenti umida o secca.

Il trattamento ortesico si avvale di sussidi podologici (ortesi digitali o plantari) costruiti su misura e personalizzati per ciascuna situazione soggettiva.
Le ortesi espletano funzioni di correzione e/o protezione variabili a seconda:

  • della localizzazione della lesione
  • della scelta dei materiali (feltri, in lattice, siliconi ed altro)
  • dello spessore e della forma del manufatto
  • dell’omeostasi cutanea locale
  • dell’eventuale sovrapposizione di altre patologie
  • della compliance del paziente.

Da evitare l’uso di materiali che comportino peggioramento delle condizioni locali quali complicanze infettive, batteriche e micotiche o superfici abrasive lesive.
Il follow-up è volto ad accertare i progressi conseguiti e sostituire, modificare o mantenere, a seconda degli obiettivi preposti e dei risultati ottenuti, le misure terapeutiche adottate.

Verruca

La Verruca è una lesione piuttosto comune che interessa il piede in varie localizzazioni, ma, prevalentemente, a livello plantare: può essere singola o multipla e presentarsi in diverse forme quali Verruca Volgare, Emorragica, Vegetativa, Gigante.
Il trattamento prevede anche l’eventuale l’azione sinergica, in casi gravi e “sistematici” del podologo con il medico specialista.

Eziopatogenesi

E’ causata da infezione sostenuta da virus della famiglia “Papova Virus”, interessa l’1-2 % della popolazione, maggiormente i bambini.

Diagnosi e Clinica

La diagnosi è essenzialmente clinica con possibilità di averne la conferma per mezzo di esami di laboratorio.
L’aspetto della Verruca non è molto dissimile da quello di una Ipercheratosi per cui appare utile evidenziare i principali elementi di diagnosi differenziale:

  • – la Verruca presenta, sulla sua superficie, dei puntini “nerastri” (capillari trombizzati) assenti nell’Ipercheratosi
  • sulla sua superficie la Verruca perde la normale tramatura dei dermatoglifi che, invece, è conservata nell’Ipercheratosi

La localizzazione offre ulteriori spunti:

  • l’Ipercheratosi interessa prevalentemente i punti di carico mentre la Verruca non necessariamente
  • la Verruca è, quasi sempre, monolaterale e, se bilaterale, solo eccezionalmente l’ubicazione è speculare nei due piedi come nell’Ipercheratosi.

Dal punto di vista clinico, mentre nell’Ipercheratosi il dolore è evocato dalla pressione perpendicolare alla lesione, nella Verruca questo si esacerba alla pressione laterale.
Infine, mentre nella Verruca l’incisione tangenziale determina sanguinameno, nell’Ipercheratosi l’incisione correttamente eseguita non provoca nessun sanguinamento.

Trattamento

La Verruca, in qualunque forma e localizzazione, va trattata tempestivamente, anche se asintomatica, per evitare il propagarsi del virus nella stessa persona o in altri soggetti.
Non esistendo farmaci antivirali specifici, il trattamento consiste nel distruggere o rimuovere le cellule che ospitano il virus: il Podologo può eseguire un medicazione  oppure agire direttamente scarnificando l’epitelio corneificato che perimetra e ricopre la Verruca seguito da trattamenti topici ad azione cauterizzante.

La rimozione, inizia con la preparazione della zona interessata asportando il tessuto ipercheratosico presente al fine di esporre la lesione e favorire l’azione degli agenti utilizzati.La scelta dell’agente dipende da fattori quali la sede della lesione, il numero e il diametro delle Verruche presenti, lo stato della cute, le condizioni circolatorie e neuropatiche, la disponibilità del paziente e la sua età.

Tutti questi agenti necessitano di attenzione nell’uso clinico in quanto tendono a diffondere ai tessuti perilesionali e perciò risulta utile il mascheramento del tessuto sano vicino con una medicazione; si può usare una garza a maglia spessa con un foro di dimensioni minori di quelle della Verruca, attraverso il quale si applica il medicamento ricoprendo poi con una benda autoadesiva idrorepellente; a questo punto si utilizza una imbottitura cavitata per alleviare il dolore fissata con un cerotto all’Ossido di Zinco; tale medicazione è mantenuta in sede per circa una settimana.Nella visita di controllo si rimuove il tessuto necrotico per mezzo di un bisturi; potrà esitare un’ulcera da medicare per garantire la riparazione.

Esistono altri tipi di trattamento, associati o alternativi a quelli descritti, quali la crioterapia, l’uso di laser, il currettage podoiatrico, ed altri ancora.

Onicocriptosi (unghia incarnita)

In questa patologia una spicola ungueale o, addirittura, il margine ungueale penetra nella parete ungueale perforando il solco ungueale e producendo una ferita; questa viene colonizzata da batteri e/o miceti con conseguente processo infiammatorio e sovrapposizione infettiva paraungueale (paronichia).
Il dito si presenta tumefatto, con cute arrossata, tesa e lucida; in corrispondenza della lesione è presente essudato purulento e abbondanza di tessuto di granulazione che sconfina sulla lamina ungueale. Il dolore, sintomo costante, viene esagerbato dalla digitopressione. Localizzazione elitaria è al primo dito.

Può essere congenita, morfologicamente malformata, oppure acquisita (da ipercompressione, taglio errato dell’unghia, iperidrosi).
Il trattamento consiste nel rimuovere l’elemento irritante (spicola) o nel restituire un corretto andamento ai margini dell’unghia. E’ utile proteggere la zona interessata con una Ortesi che prevenga lo svilupparsi di pressioni nocive. Seguono medicazioni di controllo ad intervalli crescenti.

In alcune circostanze, quando il trattamento conservativo fallisce, è necessario intervenire chirurgicamente. Esistono vari interventi podoiatrici che mirano all’avulsione parziale o totale dell’unghia e possono essere associati a distruzione parziale o totale della matrice; tra questi ricordiamo, per gli ottimi risultati ottenibili, la Fenolizzazione

intervento podologiaConclusioni

L’obiettivo principale di ogni trattamento podologico è quello di ripristinare, per quanto possibile, le condizioni normali del piede eliminando o riducendo la noxa patogena in primis, sia soprattutto ripristinando la corretta fisiologia?
Esso è raggiungibile purché il management sia pianificato e messo in pratica per un periodo di tempo adeguato; le misure episodiche e momentanee palliative sono, quasi sempre, inefficaci e tendono a ripetersi all’infinito.
Il podologo, primo referente del paziente, può, in base alla patologia, operare autonomamente (come nel caso dell’ipercheratosi), oppure in sinergia con il medico specialista (come nel caso della verruca), o, ancora, inviare il paziente direttamente dallo specialista quando la sintomatologia evidenzia un problema più ampio di competenza medica (come nel caso di un’onicoressi).

Altro compito del podologo, non meno importante dei precedenti, è l’educazione del paziente, quale medicina preventiva, svolgendo un adeguata informazione affinchè esso non consideri il piede come una semplice appendice della quale accorgersi solo in caso di sintomatologia, nonché istruirlo ad una corretta igiene, ad una osservazione attenta ad ogni mutamento dell’aspetto abituale del piede e ad uno adeguata scelta delle calzature.

 

 

 

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